
Il Tour è di Pogačar, ma l'Italia ha un nome: Davide Piganzoli
Mentre Pogačar domina la Grande Boucle, il miglior azzurro in corsa è un ragazzo di 24 anni della Valtellina: Davide Piganzoli, 13° in classifica generale e con un sogno chiamato top-10 a Parigi.
Davanti c’è Tadej Pogačar, che questo Tour de France lo sta trasformando in un lungo assolo: maglia gialla saldissima, tappe vinte a ripetizione, oltre due minuti e mezzo sul primo degli umani. Ma se si abbassa lo sguardo di qualche riga in classifica, spunta la storia che ci riguarda da vicino — e ha l’accento della Valtellina.
Chi è Davide Piganzoli
Ventiquattro anni, nato a Morbegno l’8 luglio 2002, Davide Piganzoli è oggi il miglior italiano al Tour de France. Corre per il Team Visma | Lease a Bike, una delle squadre più forti del mondo, dove è arrivato nel 2025 dopo essersi fatto notare come uno dei talenti più puri del ciclismo azzurro. Il biglietto da visita non è male: ottavo alla classifica generale del Giro d’Italia 2026, vittorie di tappa e di classifica in giro per l’Europa, la fama del corridore che in salita non molla mai.
Tredicesimo, e in risalita
Al Tour ci è arrivato senza proclami, e sta rispondendo sul campo. Dopo la decima tappa — quella durissima sul Massiccio Centrale, con sette gran premi della montagna — Piganzoli ha chiuso dodicesimo e ha guadagnato posizioni: adesso è 13° nella generale, a 13’38“ dalla maglia gialla. Non un piazzamento qualsiasi, se si pensa a chi ha davanti e alla montagna che lo circonda.
“Volevamo provarci. Pogačar è molto forte, ma il Tour non è finito.”
Sono parole sue, e raccontano bene il personaggio: nessuna resa, testa già alla tappa dopo.
Il sogno si chiama top-10
L’obiettivo, adesso, ha un numero preciso: chiudere tra i primi dieci a Parigi. È lì, a un pugno di posizioni, e le occasioni per prendersele non mancano. Oggi — tappa 11, la Vichy–Nevers, 161 chilometri piatti — è giornata da velocisti: per gli uomini di classifica come lui è quasi un respiro prima delle salite che contano. Perché è in montagna, nelle tappe ancora da correre, che quel sogno diventerà realtà o resterà tale.
Il Tour, in cima, ha già un padrone. Ma la corsa più interessante, per noi, è quella di un ragazzo di Morbegno che scala la classifica una posizione alla volta. Occhio a Piganzoli.